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Oscar Fingal O'Flahertie Wilde 

 

Oscar Fingal O'Flahertie Wilde nasce a Dublino, il 6 ottobre del 1854. Figlio di un oculista, William, e di Jane Francesca Elgee, poetessa per diletto, impegnata nel movimento indipendentista irlandese che appoggia scrivendo testi firmati "Speranza". Oscar ha un fratello maggiore di tre anni, Wiliam, e avrà una sorella, nel 1859, Isola, che muore a soli 9 anni. Nel 1860 la famiglia è travolta dallo scandalo che vede il padre, Wiliam, accusato di stupro. Sebbene l'oculista sia prosciolto, il caso prosciuga le finanze familiari e porterà il medico alla tomba, nel 1876. Oscar frequenta la Porpora Royal School di Enniskillen che lascia per il Trinity College di Dublino, affascinato dalla letteratura, dal latino e da tutti gli studi umanistici. Il tutor che lo segue, il reverendo Mahaffy, diventa per il giovane Wilde una sorta di guida spirituale che gli apre le porte della conoscenza e con il quale, nel 1875, per la prima volta, visita l'Italia e nel '77 la Grecia. Oscar Wilde vince il premio di poesia Newdigate e si laurea in materie classiche, trasferendosi nel '79 a Londra dove condivide la casa con il pittore e amico Frank Miles. Agi inizi degli anni '80 si trasferisce a Chelsea, dove lo raggiungono anche la madre e il fratello. Il giovane Wilde inizia a diventare un punto di riferimento della società borghese di Londra: il suo salotto si anima di discussioni e tutti cercano di entrare nelle sue grazie. Il periodo è quello del suo look più dandy: capelli lunghi e spettinati, sagaci battute sempre pronte a fior di labbra. Nell'81 esce la sua prima raccolta di versi, "Poems", che ha grande successo di pubblico ma pesanti critiche dagli esperti. Wilde lascia l'Inghilterra per recarsi in America, dove è chiamato per tenere un ciclo di conferenze su un'operetta satirica, "Patience", allestita da Gilbert e Sullivan in base alle sue teorie sull'estetica e la bellezza, il cui personaggio principale è completamente ispirato allo scrittore irlandese. Nel 1882, Wilde gira per gli Stati Uniti e un anno dopo cambia completamente la sua immagine: diventa un artista più sensibile, si lega al mondo della pittura e del teatro. La sua prima rappresentazione, "Vera", avviene proprio in America ed è un insuccesso. Con i soldi che ha guadagnato, però, trascorrere tre mesi a Parigi.

 

 


Nella capitale francese entra in contatto con gli artisti parigini, stringendo amicizia con Mallarmé, Degas e Pisarro. Il ritorno a Dublino è segnato dalla conoscenza di Constance Lloyd, con cui si fidanza. Nel 1884 i due si sposano e si stabiliscono a Tite Street. Wilde collabora con diverse riviste letterarie e nel 1885 nasce il primo figlio, Cyril. Dopo un anno entra nella sua vita lo studente Robert Ross che si vanterà di essere stato il primo ad iniziare Wilde all'amore omosessuale. Nel 1886 nasce anche il secondo figlio, Vyvyan e Wilde, dopo altri due anni, diventa direttore della rivista Woman's word, che lascerà dopo quasi un anno, in contemporanea con l'uscita de "Il ritratto di Mr. W.H.". Nel 1890, sul Lippincott's Monthly Magazine esce la prima versione de "Il ritratto di Dorian Gray", che pubblicherà completo, con l'aggiunta di altri sei capitoli, nel 1891, stesso anno in cui Alfred Douglas, detto Bosie, entra nella sua vita e gliela trasforma, per una passione che lo accompagnerà fino alla morte. Il giovane Sir Douglas assiste al fianco di Wilde all'exploit maggiore della sua carriera: a New York è rappresentato "La duchessa di Padova", escono il saggio "L'anima dell'uomo sotto il socialismo" e due raccolte di racconti: "Il delitto di Lord Arthur Savile e altri racconti" e "La casa di melograni". Dopo aver speso molto tempo a Parigi, un soggiorno in cui Wilde scrive in francese la sua "Salomè", nel 1892, mentre Londra partecipa al grande successo teatrale de "Il ventaglio di Lady Windermare", la sua storia con Bosie è sempre più di dominio pubblico. La rappresentazione di "Salomè" è vietata dalla censura britannica e Wilde si "vendica" mettendo in scena "Una donna senza importanza" che l'anno dopo conquista di nuovo il pubblico inglese. Nel 1893 Alfred Douglas traduce per Wilde "Salomè" in inglese e mentre quest'ultimo lavoro esce nelle librerie britanniche, dopo un soggiorno a Firenze, i due amanti rientrano in Inghilterra e nel 1895 partecipano alla prima di "Un marito ideale". Iniziano, intanto, le rappresaglie di Lord Queensberry, padre di Alfred Douglas. Dopo un viaggio ad Algeri, a cui prende parte anche iln giovane Gide, mentre a Londra trionfa la messa in scena de "L'importanza di chiamarsi Ernesto", Wilde è accusato dal padre di Bosie di sodomia. Lo scrittore decide di citarlo per diffamazione ma la querela si ritorce su di lui. La Corte giudica innocente Sir Queensberry e condanna Oscar Wilde a due anni di detenzione. E' l'inizio della decadenza: Constance chiede il divorzio, l'alta borghesia che lo circondava sparisce e Bosie si allontana. Nonostante riesca a pagare la cauzione, la condanna al carcere è definitiva quando ne sopraggiunge un'altra per bancarotta. Nel '97, dal carcere di Reading, Wilde scrive una lunga lettera a Bosie, pubblicata postuma con il titolo "De Profundis". All'uscita dal carcere c'è solo il suo amico Ross ad aspettarlo. Si trasferisce a Rouen e lì incontra di nuovo Bosie, cadendo tra le sue braccia. Nel 1898 muore Constance e esce "La ballata del carcere di Reading". Il 30 novembre dell'anno dopo, Oscar Wilde muore in una camera d'albergo a Parigi.
 


Il suo unico romanzo, Il ritratto di Dorian Gray (1891), è una storia di decadenza morale. Wilde non risparmia al lettore alcun particolare del declino del protagonista verso un abisso di corruzione. Il finale rivela una presa di posizione dell'autore contro la degradazione dell'individuo ma ciò non bastò ad evitargli l'accusa di immoralità.

Doryan Gray è un giovane bellissimo che della bellezza e del godimento ha un culto appassionato e turbato. Quando Basilio Hallward, pittore suo amico, gli regala un ritratto che lo riproduce nel colmo della gioventù e della bellezza, Dorian sente il dolore per la rapidità con cui trascorre il tempo. Per la magia di un suo voto tutte le tracce della vita e degli anni non segneranno il volto vivo e perfetto di Doryan ma solo quello del ritratto. Sopraffatto dall'angoscia di avere un doppio volto, una duplice vita, Doryan colpisce il ritratto con un pugnale e cade morto, come se avesse colpito se stesso. I servi accorsi vedono un ritratto del loro padrone bellissimo e giovane e sul pavimento un vecchio appassito e rugoso con un pugnale nel cuore.


Musica midi su tema di Franz Schubert

 

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